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 1861. La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia 1861. La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia
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 Quello che rimane Quello che rimane
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Carlo V

Carlo V

Carlo V

(1500-1558)

Figlio secondogenito dell'Arciduca di Austria Filippo d'Asburgo e di Giovanna la pazza, grazie ad una serie di combinazioni dinastiche e di diverse morti premature tra i regnanti d'Europa, divenne, nel 1515, principe dei Paesi Bassi, nel 1517 re di Castiglia e Aragona, e, dopo la morte di Massimiliano, riuscì a farsi eleggere imperatore sborsando quasi un milione di fiorini in contanti. Fu incoronato a Bologna da Clemente VII nel 1530. Educato dalla sorella del padre Margherita d'Absburgo (essendo sua madre Giovanna completamente pazza) ebbe due precettori di grande livello: Mercurino da Gattinara e Adriano di Utrecht (futuro papa Adriano VI) con il quale si aprirà alle tematiche della devotio moderna. I suoi atteggiamenti e la sua politica sono pienamente comprensibili solo tenendo presenti le sue preoccupazioni religiose: convinto che la sacra missione imperiale gli fosse stata affidata dalla provvidenza, combatté i Turchi in quanto nemici della cristianità, i protestanti in quanto eretici nemici della chiesa e la corruzione del clero. Nel tentativo di riedificare l'identità cattolica in Europa volle che fosse indetto un Concilio (aperto a Trento da papa Paolo III nel 1545). L'ultimo suo atto fu l'abdicazione nel 1556 con il quale lasciava al fratello Ferdinando i dominii austriaci ed al figlio Filippo II la Spagna, l'Italia, le colonie e le Fiandre.